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 i bambini vedono ciò che noi nn vediamo parte 1

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Blade

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MessaggioTitolo: i bambini vedono ciò che noi nn vediamo parte 1   Mar Apr 14, 2009 10:49 am

Da tempo, per non dire da sempre, gli adulti 'sanno' che ai bambini sono accessibili dei piani di realtà che a loro sono negati; molte fiabe e molte favole del folclore delle singole culture nasce da questa consapevolezza o, almeno, da questa intuizione.
Più recentemente, anche sulla scia del film L'esorcista, che narra la storia di una possessione demoniaca di cui è vittima una ragazzina americana di nome Regan, i poteri paranormali dei bambini sono tornati al centro dell'interesse della cultura occidentale. C'è chi, sulla base di tali poteri, pensa di aver risolto una volta per tutte l'enigma del poltergeist, lo spirito folletto che mette a soqquadro case e mobilio, provoca rumori inspiegabili, volo di oggetti, ecc.; altri invece, ricordando il caso delle due sorelline inglesi che vedevano e pesino fotografavano le fate, ma che anni dopo (proprio come le sorelle Fox, iniziatrici dello spiritismo negli Stati Uniti) confessarono di aver architettato solo un gioco, sostengono che tali poteri nascono solo dalla nostra credulità. Ad ogni buon conto, vi è tutto un filone della cultura cosiddetta New Age che si è impadronito dell'argomento, intravedendo - non a torto - la possibilità di profittare di un potenziale mercato in rapida espansione. È possibile fare il punto in modo abbastanza equilibrato sulla questione leggendo il libro del francese Jean-Paul Bourre I poteri misteriosi dei bambini (Milano, Armenia Editore, 1983).
La letteratura otto-novecentesca aveva già intuito le potenzialità 'inquietanti' dell'argomento; basti pensare al celeberrimo romanzo di Henry James The turn of the screw (Il giro di vite), storia ambigua quant'altre mai di una bambinaia alle prese con due bambini posseduti dallo spirito di un defunto malvagio; o forse, secondo i punti di vista, storia di una bambinaia sull'orlo della follia che proietta le sue inquietanti ombre mentali su due innocenti fanciulli. Pochi, invece, conoscono un romanzo giovanile del grande storico delle religioni Mircea Eliade, Signorina Christina, ispirato direttamente dal folclore romeno , che narra la storia di una giovane donna morta da più di vent'anni e divenuta un vampiro. È uno scontro all'ultimo sangue tra le forze della vita e quelle della morte, in cui la posta in gioco è la salvezza dell'anima dei protagonisti, in particolare del giovane protagonista maschile che deve affrontare, tra le pieghe di una apparente quotidianità, gli aspetti più oscuri e minacciosi della femminilità. Un posto a parte occupa, nel romanzo, il personaggio di Simina, una ragazzina che è posseduta da forze malefiche e che mette a durissima prova le capacità di resistenza di Egor, l'eroe designato della situazione. Particolarmente conturbante è la scena in cui Simina, esercitando una vera e propria forma di ipnosi che piega ed umilia le capacità di resistenza della mente di Egor, obbliga questi a inginocchiarlesi ai piedi e a baciarle i piedi. Simina è la sorella minore di Sanda, la fidanzata di Egor; ma fra i due futuri cognati si instaura fin da subito una atmosfera elettrica, inquietante, fatta di sguardi taglienti e di minacciose allusioni: Egor sa che Simina è una strega, ed ella ha compreso di essere stata 'smascherata'; ma la partita è ancora tutta da giocare. Se non si trattasse di un duello fra l'eroe positivo che rappresenta i valori del bene e una antagonista - che incarna il male nella sua forma più sottile eppure più totale, il male diabolico - si direbbe che esista una torbida relazione inespressa fra i due personaggi. Il libro è stato pubblicato in francese nel 1978 col titolo Mademoiselle Christina, ma la stesura originale in romeno risale al 1935 (col titolo Domnisoara Christina), e certe implicazioni di natura sessuale non potevano essere esplicitate; tuttavia il lettore le percepisce benissimo (un po' come la sensualità involontaria della Gerusalemme liberata che voleva essre, nelle intenzioni di tasso, un poema rigorosamente morale).

Ne citiamo una pagina a titolo di esempio (trad. dal romeno di Simonetta falcioni, Milano, Jaca Book, 1983, pp. 76-79.

"La bambina lo aveva ascoltato con un sorriso di infinita pietà ed ironia. Quando Egor si rivolse a lei, Simina sostenne il suo sguardo, cercando di nascondere il sorriso, come si vergognasse della vergogna di lui.
" - Lei sa molto bene che la signorina Christina - disse sottolineando la parola - che la signorina Christina non è mai stata vecchia… -
" - Né tu né io sappiamo niente di lei- la interruppe brutalmente Egor.
" - perché parla così? - si stupì candidamente Simina. - Però l'ha veduta… -.
"I suoi occhi brillarono diabolicamente e il sorriso trionfante le illuminò tutto il volto.- Mi attira in un trabocchetto. - pensò Egor - Se mi dice ancora qualcosa, la prendo stretta al collo e la minacciò di ucciderla, finché non mi confessa tutto quel che sa. -
" - Ha visto il suo ritratto - aggiunse dopo una pausa ben calcolata. - La signorina Christina è morta molto giovane. Più giovane di Sanda. Più giovane e più bella - continuò lei.
"Egor rimase confuso per qualche istante, non sapeva cosa avrebbe ancora dovuto dire, come costringere Simina a tradirsi, per poterle fare delle domande.
" - Le piace Sanda, non è così? -, chiese bruscamente Simina.
" - Mi piace e mi sposerò con lei - rispose Egor. - E tu verrai a Bucarest, sarai la mia piccola cognata e ti alleverò io! Vedrai allora come spariranno alla tua testa tutte queste allucinazioni… -
" - Non capisco perché mai si arrabbia con me - si difese timidamente Simina.
"La minaccia, o forse il tono alto e virile di Egor, la avevano intimidita. Guardò con un certo timore intorno a sé, come se aspettasse un segno di aiuto. D'un ratto si tranquillizzò e cominciò a sorridere. Guardava fisso un angolo della rimessa. I suoi occhi ora erano più vitrei, più distanti.
" - È inutile che guardi - disse di nuovo Egor. - È inutile che aspetti…Tua zia è morta da molto tempo, mangiata dai vermi e mischiata alla terra. Mi senti, Simina? -
"La prese per le spalle e quasi le gridò le parole nelle orecchie. Ebbe anche lui paura della voce incrinata, delle parole che le aveva gridato. La fanciulla rabbrividì. Sembrava si fosse fatta più pallida e le si contrassero le labbra. Ma come allentò la stretta, su riprese. Guardò nuovamente oltre le spalle di Egor, guardò affascinata, felice.
"- Come mi ha scosso forte - si lamentò portandosi la mano alla fronte. - Mi fa male anche la testa… coi bambini è facile essere forti - soggiunse più piano, come per sé.
"- Voglio farti tornare in te, piccola strega che noin sei altro - si accese di nuovo Egor. - Voglio che ti vadano via dalla testa le allucinazioni, per il tuo bene, per la tua salvezza…
" - sa molto bene che non sono allucinazioni - disse questa volta Simina in tono provocatorio. Scese dalla vettura e passò davanti a lui con infinita compostezza.
" - Non aver fretta, andiamo insieme - le disse Egor. - Ero venuto a cercarti. La signora Moscu mi ha mandato a cercarti… Non sapevo che ti avrei trovato a ripulire dalla polvere un calkesse di un centinaio di anni… -
" - È del 1900, di Vienna - disse Simina, senza voltarsi, calma, seguitando a camminare per la scuderia. - 1900-1935, trentacinque anni appena… -
"Erano arrivati alla porta. Egor l'aprì completamente e lasciò che la fanciulla passasse avanti.
" - Mi ha mandato a cercarti perché Sanda è ammalata - continuò lui. - Sai che Sanda sta male?
"Le sorprese un piccolo sorriso vendicatore.
" - Non ha niente di grave - soggiunse in fetta. - Solo l duole la testa e sta a letto…
"La fanciulla non gli rispose. Procedevano affiancati per il grande cortile, sotto il freddo sole autunnale.
" - A proposito - disse Egor prima di giungere a casa - volevo dirti qualcosa che ti riguarda.
"L'afferrò per il braccio e chinò di molto il capo verso di lei, per poterle mormorare vicino alle orecchie:
" - Volevo dirti che se succede qualcosa a Sanda, se… Capisci? Allora per te è finita. Questo naturalmente non rimane tra noi. Puoi dirlo altrove, ma non alla signora Moscu, non ha nessuna colpa… -
" - Questo lo dirò a Sanda, non alla mamma - disse chiaramente Simina. - Le dirò che non capisco perché ce l'ha con me!… -
"Cercò di divincolare il braccio. Mala mano di Egor si conficcò più profondamente nella carne. Provava una vera gioia ad infiggere le dita nella sua carne morbida, acerba, diabolica. La bambina si morse le labbra per il dolore, ma non una lacrima inumidì i suoi occhi freddi, metallici. Questa resistenza fece perdere ad Egor la padronanza di sé:
" - Ti tormenterò, Simina, non ti ucciderò così alla svelta - sibilò lui. - Ti strozzerò solo dopo averti tolto gli occhi e strappato i denti ad uno ad uno… Ti torturerò con un ferro infuocato. Questo dillo altrove, dillo a chi sai tu… Vediamo se… -
"In quell'istante sentì un dolore così violento al braccio destro, che lasciò andare la bambina. Tutto il corpo pere vigore. Le braccia gli pendevano flosce, abbandonate sui fianchi. E sembrava non si rendesse conto di dove si trovasse, in quale mondo fosse…
"Vide Simina scuotersi, stirarsi le pieghe del vestitino, sfregarsi il braccio su cui le sue dita avevano lasciato le tracce. La vide anche pettinarsi con calma i capelli col palmo della mano, sistemarsi i riccioli e stringersi un fermaglio nascosto che le era saltato per strada. Simina fece tutto questo senza guardarlo. E neppure si affrettava; come se lui non fosse mai esistito. Si diresse verso la casa a passo svelto, sciolto, e tuttavia di una nobile grazia. Egor la guardò stupefatto, finché il suo piccolo essere si perse nell'ombra della veranda.
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